Aconito: la storia di un veleno

L’Aconito è usato come veleno fin dalla notte dei tempi, e tuttavia, nonostante la sua conclamata tossicità, la medicina tradizionale ha saputo trarne anche giovamento. Una storia, quella del bel fiore alpino, che corre sulla sottile linea di discrimine che separa il bene dal male; un pharmakon, per dirla con i Greci: medicina e veleno allo stesso tempo.

È capace di dare al suo uomo misture d’Aconito e di Cicuta
la donna che accetta il regalo ma poi gli nega Venere.
(Ovidio, Ars amatoria 3.465-466)
Da dove nasce un veleno? Da dove nasce la pianta considerata la più tossica presente sul suolo europeo? Non può che nascere dal mondo degli inferi, o meglio, dalla contaminazione della terra con qualcosa di infernale.
Tornato dal Giardino delle Esperidi, dove aveva rubato i pomi d’oro che le ninfe custodivano, Eracle, per l’ultima delle sue dodici fatiche, deve scendere nel ventre della terra e trarne fuori il guardiano, l’orrendo cane, il gran vermo che con tre gole caninamente latra (1): Cerbero.

Per leggere l’intero articolo sfoglia il numero 411 • novembre-dicembre