ASSOERBE, esperienze di filiera

ASSOERBE vede oggi una base associativa composta da aziende attive ai vari livelli della filiera, con valenze diverse tra loro. Dalle loro specifiche competenze possono nascere sinergie e idee innovative per affrontare insieme le sfide del mercato, in un momento in cui la nuova disciplina della coltivazione e la formazione di un ampio tavolo di filiera desta una rinnovata attenzione al comparto officinale.

Ne parliamo con il nuovo presidente dell’associazione, Renato Iguera.

 

L’incontro con Renato Iguera è fissato al Quartiere Generale di INDENA, in una delle zone in rapida trasformazione della nuova Milano, a pochi passi dalla torre della Fondazione Prada. Un contesto molto differente da quello a cui sono abituato a pensare ASSOERBE, associandola al mondo dei droghisti, delle imprese del commercio della materia prima erboristica. Renato Iguera, botanico, dopo averne diretto per molti anni il laboratorio Controllo Qualità, è oggi Medicinal Plants Purchasing Manager del gruppo INDENA, ed è per questo il primo presidente ASSOERBE che professionalmente opera in una industria estrattiva ad elevato contenuto tecnologico. Può essere visto questo anche come un segnale significativo di una trasformazione della filiera? “La composizione della nostra associazione è in effetti piuttosto eterogenea. Continuiamo a rappresentare i principali player italiani del commercio di droghe erboristiche, in continuità con quanto fatto dai presidenti precedenti: Diego Minardi per primo, e poi per un lungo periodo Carlo Sessa. Ma da anni partecipano all’associazione anche le principali industrie italiane del settore dei derivati vegetali. E se adesso alla presidenza subentro io, Irene Minardi resta vicepresidente e naturalmente continuerà a offrire un prezioso contributo alla vita associativa, grazie alla sua profonda conoscenza del mercato erboristico. Oltre a queste due tipologie di imprese, rappresentate dalle nostre realtà, molti soci ASSOERBE sono aziende che potremmo definire di filiera, impegnate cioè a diversi livelli del comparto: dalla coltivazione, che alcune effettuano direttamente, alla trasformazione e creazione del prodotto finito, fino alla presenza sul mercato e nella distribuzione con i propri marchi”.

Per leggere l’intero articolo sfoglia il numero 413 • marzo-aprile