Grano siberiano valtellinese

Il Grano Siberiano Valtellinese: una varietà tradizionale delle montagne lombarde ricca di rutina

La conservazione di landraces, popolazioni di piante coltivate, geneticamente identificate e storicamente adattate a particolari ambienti rurali, costituisce un patrimonio prezioso, non solo a livello agronomico ma anche per la ricchezza di costituenti originali del loro profilo fitochimico. Ne è un esempio questo studio sulle varietà di Grano Saraceno Siberiano delle valli valtellinesi.

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Il potere della cellula

Un approccio biotecnologico alla produzione di attivi vegetali può puntare a esaltare le capacità  di biosintesi della cellula vegetale, scoprendone anche potenzialità nascoste, senza alterarne l’equilibrio naturale; e farlo attraverso un processo industriale sostenibile, sinergico alla tutela della biodiversità e orientato a principi etici. Ne parliamo con Elena Sgaravatti, co-fondatrice di DemBiotech®.

Per leggere l’intero articolo sfoglia il numero 414 • maggio – giugno

Fiera Vivaness

VIVANESS 2020: la linea avanzata della cosmesi naturale

Il mercato cresce, in tutto il mondo, perché “il biologico funziona!”. Questo l’assunto di partenza del duplice appuntamento di Norimberga, dal 12 al 15 febbraio con BIOFACH e VIVANESS, che ancora una volta si arricchisce di contenuti e testimonia la vitalità del mercato del biologico.

3.500 espositori da 100 paesi incontrano un pubblico professionale che ha già superato la barriera delle 50.000 presenze, provenienti da 150 diverse nazioni del mondo.

Con la collocazione nella nuova prestigiosa hall 3C del Centro Esposizioni di Norimberga, VIVANESS vince già  una importante scommessa per il futuro, e accresce il prestigio di un comparto – quello della cosmesi naturale e biologica – che esprime grande effervescenza a livello globale, ma che deve difendere con le scelte etiche e strategiche la sua credibilità.

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Nardo, profumo di spiritualità

Un unguento delicatamente profumato, di grande valore e molto costoso perché proveniente da terre lontane, ambito per la capacità unica di ristorare il corpo e lo spirito dalle fatiche, fino a entrare nel rito e per questo assunto a simbolo religioso. 

Per gli antichi questo dono pregiato è il “nardo”, un nome che verrà genericamente attribuito a essenze diverse. Gli studi storici ed etnobotanici hanno permesso oggi di identificare in due Caprifoliaceae della flora himalayana, Valeriana jatamansi Jones e Nardostachys jatamansi (D. Don) DC, la fonte botanica originaria del balsamo, così prezioso da esser racchiuso nell’ampolla di Maria Maddalena.

Parlare di “nardo” significa evocare aromi intensi e penetranti, scenari esotici e una storia ricca di spiritualità. Teofrasto (371-287 a.C.), allievo di Aristotele ed esperto botanico, nel suo trattato De odoribus citava il nardo tra i profumi più apprezzati dell’antica Grecia. Il celebre medico greco Galeno di Pergamo (129-201 d.C.) affermava che esso fosse un farmaco utile praticamente per tutto. Nell’immaginario comune, specialmente per le sue proprietà psicotoniche e afrodisiache, era considerato simbolo di vita, amore e immortalità. Come ci tramandano i vangeli cristiani, una donna di Betania, piccolo villaggio vicino a Gerusalemme, versò dell’olio di nardo di altissimo valore sulla testa e sui piedi di Gesù pochi giorni prima della sua crocifissione (1). 

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Piante che guariscono le ferite

La guarigione di una ferita è un processo naturale molto complesso, che coinvolge diversi meccanismi biologici e fisiologici, e che può essere favorito o avversato da fattori esterni.

Moltissime sostanze prodotte dalle piante possono interagire con il suo corso, e la letteratura scientifica che ne descrive le funzionalità e i meccanismi d’azione è sempre più estesa e ricca di osservazioni innovative, alla luce delle nuove interpretazioni in merito alle relazioni che legano le varie componenti e le strutture cellulari coinvolte.

La cura delle ferite è da sempre una preoccupazione primaria nelle civiltà e nelle popolazioni più esposte all’ambiente naturale; anche per questo le conoscenze tradizionali e le testimonianze culturali hanno permesso di individuare piante eccezionalmente efficaci, non solo nel favorire la guarigione ma anche nel rigenerare la vitalità e l’aspetto del tessuto danneggiato: specie che ancora oggi producono risultati sorprendenti per lo studio e la ricerca su questi fenomeni naturali.

Per leggere l’intero articolo sfoglia il numero 415 • luglio-agosto