I viaggi del Fico d’India

Il Fico d’India è una pianta che da sempre è stata accanto all’uomo. Da quando, almeno, l’uomo ha messo piede nel continente americano. Fonte alimentare, medicinale e non solo, ha viaggiato in lungo e in largo seguendo popoli e culture diverse… non sempre con risultati positivi…

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Come coltivare l’Issopo

È noto fin dall’antichità con il nome di “Erba della purificazione” o “Erba sacra”, poiché un tempo era impiegato in mazzetti come aspersorio e in altre delle specie classiche della tradizione italiana, di pregio anche per l’apicoltura.

Si adatta a molti territori del centro e sud Italia, e può rappresentare un’interessante opzione di una coltura pluriennale, con una buona integrazione di reddito sia per una destinazione d’uso erboristico che per la distillazione dell’olio essenziale.

La scheda colturale illustra la lavorazione del terreno, le caratteristiche e le modalità dell’impianto, le operazioni di cura e le fasi della raccolta. Come le altre schede pubblicate da Erboristeria domani è basata su anni di sperimentazione e pratica colturale realizzata presso il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio.

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Dati e indirizzi di ricerca sui derivati vegetali attivi nella prevenzione e nella terapia delle infezioni da Coronavirus

Le conoscenze sulla dinamica della diffusione dei contagi da SARS-CoV-2, così come gli studi sulla pandemia di COVID-19 sono in rapida evoluzione in tutto il mondo. Diverse sostanze attive prodotte dalle piante sono al centro di quadri terapeutici in corso di valutazione e per questo sono preziose le conoscenze già acquisite negli anni passati sugli altri virus della stessa famiglia. L’articolo ripercorre i principali meccanismi biologici dell’interazione di questi virus con l’organismo umano, e le possibili linee di indagine farmacologica e terapeutica che se ne possono ricavare, senza dimenticare l’importanza, in un’ottica preventiva, dell’uso di questi derivati vegetali nella dieta e nell’integrazione alimentare.

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Le lanterne rosse dell’Alchechengi

Un frutto che ricorda un fiore, una forma vegetale inusuale, forse poco conosciuta, che in casa può diventare una presenza decorativa molto originale.

La sua apparenza così originale lo ha immerso in un vasto patrimonio di conoscenze tradizionali popolari sulle sue virtù e sui suoi impieghi medicali e alimentari; l’Alchechengi ha finito per destare così anche l’interesse della ricerca fitochimica e farmacologica.

La significativa azione antiossidante e antinfiammatoria di alcuni suoi polisaccaridi, e una particolare classe di composti steroidei, le fisaline, tipiche del genere, hanno permesso di studiare interessanti meccanismi metabolici.

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Quanta sostenibilità in una microalga

Le microalghe costituiscono uno dei sistemi microbici più interessanti nel settore delle biotecnologie, per il grande potenziale nella produzione di sostanza per la nutraceutica, cosmetica, farmaceutica e nel campo della produzione dei biocarburanti. La capacità di questi microrganismi di assorbire CO2 per tutta la fase dell’accrescimento e di generare biomassa utile anche per la produzione di energia, li rendono una componente preziosa di precessi industriali concepiti in un ottica di economia circolare. Presentiamo un progetto particolarmente innovativo, che prevede la simbiosi industriale tra un impianto di accrescimento algale e un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biometano dal biogas, sviluppato dalla collaborazione tra Innovatec e Plastica Alfa.

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